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Posts Tagged ‘creatività’

È opinione comune credere che il gioco sia solo un modo piacevole per trascorrere il tempo, un momento di svago per i bambini. Per lungo tempo è stato associato al divertimento, alla ricreazione: un tempo che si concede prima di dedicarsi a cose più serie o una pausa dopo prolungati impegni di studio. sett2008g 016
Spesso assume la funzione di premio, di ricompensa trascurando in definitiva il suo aspetto educativo. Diversi sono invece i contributi pedagogici che sottolineano come il gioco sia un momento privilegiato dell’educazione.
Purtroppo, il gioco è ormai diventato un’attività solitaria o da svolgersi al chiuso (nella cameretta o in salotto) o luoghi protetti (i parchi giochi). Fortunatamente, per tre giorni all’anno tutti gli abitanti di Verona tornano a giocare come ai vecchi tempi.
Anche quest’anno infatti, si svolge la Settima edizione del Tocatì, festival internazionale dei giochi di strada.
Il festival prende il nome dalla voce dialettale veronese che vuol dire “tocca a te”. Questo è un evento unico per le sue caratteristiche in Italia e in Europa. Vie e piazze del centro storico tornano ad essere luoghi di incontro e di festa. Per tre giorni (25-26-27 settembre) le comunità ludiche tradizionali propongono oltre 50 giochi, tra quelli italiani e quelli di un paese ospite, che quest’anno sarà la Grecia.
Il Festival promuove inoltre esposizioni, istallazioni urbane e d’arte, incontri e convegni, laboratori didattici, concerti di musica tradizionale e degustazioni di prodotti tipici.

Tutto questo a Verona, il 25-26-27 settembre nelle vie e piazze del centro storico.

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Anche quest’anno si è tenuto a Ferrara dal 21 al 30 agosto il “Ferrara Buskers Festival”

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Una grande manifestazione che per una settimana ha riempito le vie e le piazze della città di artisti di strada provenienti da tutto il mondo.

L’iniziativa nasce nel 1988  con l’intento di valorizzare la figura del musicista di strada e di far conoscere una città ricca di storia e fascino.

Con i suoi 800.000 spettatori, il Ferrara Buskers Festival è diventata la più grande manifestazione al mondo dedicata all’arte di strada.

Vi hanno partecipato musicisti, acrobati, mimi, clowns e non solo, che si sono esibiti a più riprese in punti diversi della città dalle 18,00 alle 24,00.

Un grande merito alla città delle biciclette, Ferrara è nota infatti da tempo per aver incentivato con successo l’uso della bicicletta al suo interno e nella periferia.

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L’ingresso è ad offerta libera, tutti gli spettacoli sono gratuiti e  nonostante il numero degli spettatori si trovano parcheggi disponibili senza difficoltà e la città appare pulita e ben organizzata per ospitare un evento di questa portata.

Grazie al proprio successo e al conseguente effetto di imitazione, il Festival ha contribuito, inoltre, a far nascere un vero e proprio settore, che può contare oggi su oltre 200 iniziative distribuite su tutto il territorio nazionale.

Per i tantissimi spettatori, provenienti da tutta Italia e, in misura significativa, anche dall’estero, il Festival è un entusiasmante giro intorno al mondo alla ricerca di sonorità familiari ed esotiche, è un’appassionante caccia al tesoro per scoprire gli strumenti più originali, le performance più fantasiose, i costumi più appariscenti.

I protagonisti del Festival sono i buskers, artisti girovaghi che, nella loro attività quotidiana, cercano di regalare un po’ di poesia e buonumore, a persone spesso distratte e indaffarate. La misura del loro gradimento sta nella capacità di guadagnarsi l’attenzione di questo pubblico e di riempire il cappello di segni tangibili di a

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pprezzamento.

Gli artisti del Ferrara Buskers Festival non percepiscono compensi, anche se tra di loro vi sono spesso apprezzati professionisti dell’arte di strada. La generosità degli spettatori, nel darsi e nel dare, viene perciò particolarmente apprezzata.

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Il ritmo nel sangue, e quindi la musica, ce l’abbiamo tutti fin dalla nascita. circoloolis_babyAd affermarlo è uno studio dell’Accademia delle Scienze di Budapest e dell’Università di Amsterdam, condotto su un campione di neonati.
Con l’ausilio di speciali auricolari, ai piccoli sono state fatte ascoltare durante il sonno brevi sequenze di musica rock, alcune con una base ritmica modificata, nel senso che ogni tanto mancava qualche colpo di batteria. Questo non sfuggiva all’ascolto dei piccoli che, seppure addormentati reagivano. Il tracciato dell’elettroencefalogramma registrato durante l’esperimento, presentava infatti dei sussulti dopo i colpi di batteria mancanti, come se il cervello dei bambini si fosse accorto che la sequenza delle percussioni non era quella che il loro cervello si aspettava.

Ora dei nuovi studi cercheranno di capire se il mancato sviluppo del senso del ritmo può dare origine a disturbi del linguaggio e dell’udito.

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Il pensiero divergente è il pensiero creativo, non usuale, anzi, alternativo e originale. E’ attivato da situazioni aperte, che permettono più soluzioni alternative. Esso supera le informazioni e il problema iniziale per ricercare in varie direzioni qualcosa di nuovo e di diverso.

Secondo Joy Paul Guilford  il pensiero divergente è misurato da 3 indici:

  1. Fluidità: parametro quantitativo basato sull’abbondanza delle idee prodotte.
  2. Flessibilità:capacità di cambiare strategia ed elasticità nel passare da un compito ad un altro che richiede un approccio diverso.
  3. Originalità:capacità di formulare soluzioni uniche e personali che si discostano dalla maggioranza

Uno studio condotto su un gruppo di studenti del Vanderbilt Blair School of Music rivela che i professionisti delle note, per mezzo di questo pensiero divergente, usano entrambi gli emisferi del cervello, più di quanto non faccia mediamente un qualsiasi individuo non musicista.

Secondo il parere degli scienziati, una possibile spiegazione di questi risultati potrebbe consistere nel fatto che i musicisti devono essere in grado di usare le mani in modo indipendente per suonare il proprio strumento.Inoltre devono contemporaneamente leggere i simboli musicali e interpretarli. Ognuna di queste funzioni è preposta a un lato diverso del cervello: l’abilità dei musicisti è di riuscire a integrare perfettamente le informazioni che giungono da entrambi gli emisferi.

Lo studio è stato condotto su un gruppo di 20 studenti di musica classica del Vanderbilt Blair School of Music e su altrettanti non musicisti di un corso di psicologia del medesimo istituto.

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