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Posts Tagged ‘esercizi per la memoria’

Uno studio recente ha evidenziato che le donne sono più brave degli uomini a riconoscere un volto noto, anche se questo è cambiato nel tempo.
Circa 2000 uomini e donne hanno completato un test online che richiedeva loro di osservare una fotografia di uno sconosciuto  e di individuarla poi fra una serie di foto ritoccate e modificate. A prescindere dall’età, le donne hanno indovinato più degli uomini.

Ma come funziona la memoria visiva?

"La mémoire", Renè Magritte, 1948, 60x50 cm, olio su tela, collezione dello Stato belga

Ricordare una cosa riportando alla mente la sua immagine, è un’azione molto diffusa ma difficile da studiare. Infatti, quando riportiamo alla mente un’immagine ci sono parecchie zone della corteccia cerebrale che vengono coinvolte: prefrontale, parietale, temporale e occipitale.

Per capire come sono coinvolti i neuroni di queste aree corticali e quali siano le loro funzioni, a un gruppo di volontari sono state mostrate due figure. In seguito, mentre venivano sottoposti a risonanza magnetica si è chiesto a loro di ridisegnare una di queste figure a scelta. Cosa si è visto? Nella corteccia visiva occipitale un gruppo di neuroni si attivava per le figure a sviluppo verticale e un altro gruppo per quelle orizzontali o angolari. In base alle zone corticali attive durante la risonanza è stato quindi possibile predire quale immagine il paziente stava pensando di disegnare con una percentuale di successo maggiore del 80%.

Volete fare un test sulla memoria visiva? Se masticate un po’ di inglese andate qui.

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Lawrence C. Katz, autore del libro “keep your Brain alive” (mantenete vivo il cervello) ha ideato un esercizio “neurobico” basato sugli stimoli cerebrali che partono dal mondo esterno. Non c’è nulla di difficile o trascendentale, basta solo vivere più intensamente.

Ad esempio, potete fermarvi al mercato ortofrutticolo per annusare i prodotti della terra, toccarli e sentirne la fragranza.

Il cervello non è fatto per starsene al chiuso in una stanza: è dovere di tutti gironzolare per la città o la campagna, assaporare ciò che si vede, si sente e si annusa. E poi leggere anche qualcosa di  nuovo, un libro che non ci attira più di tanto e sul quale abbiamo qualche pregiudizio.

“Stimolare i sensi e rompere la routine aiuta ad arricchire le connessioni cellulari nel cervello, rendendo la mente più agile e flessibile nel corso dell’esistenza” è quanto afferma Katz.

Proviamo ora, in questo momento, a fare qualcosa che non si è mai voluto fare.

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