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Posts Tagged ‘ricerche’

Da circa 20 anni il National Cancer Institute americano raccomanda il consumo giornaliero di almeno cinque porzioni di frutta e verdura insieme ad una regolare attività fisica allo scopo di migliorare il proprio benessere fisico.

Nonostante queste raccomandazioni, una ricerca svolta dall’istituto Research Now, commissionata da Herbalife e svolta su un campione di 7.ooo persone di Italia, Spagna, Germania, Olanda, Regno Unito, Ucraina e Russia, solo l’11% degli europei segue questi principi.

I più virtuosi sono gli olandesi, i più indisciplinati gli spagnoli. L’Italia si colloca a metà della classifica.

Analizzando le fasce d’età, risulta che gli italiani tra i 24 e i 34 anni sono i più propensi ad integrare con regolarità frutta e verdura nella propria alimentazione, seguiti dagli over 65.

Analizzando le regioni d’Italia, le più virtuose sono Molise, Val d’Aosta, Calbaria, Trenino e Abruzzo. La maglia nera spetta a Lazio e Toscana, precedute da Sardegna, Veneto e Piemonte.

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Secondo la dottoressa Sahib (McMaster University di Hamilton, in Canada), gli antiossidanti appartenenti alla famiglia dei flavonodi, contenuti nel cioccolato fondente, sarebbero utili per migliorare la pressione sanguigna. Eviterebbero il rilassamento dei vasi arteriosi e dunque il rischio di ictus.

Su 44489 persone, quelle che mangiano almeno una porzione dei cioccolato alla settimana, hanno il 22% di rischio in meno di andare incontro ad un ictus. Su 1169 persone, chi mangia 500 grammi di cioccolato a settimana ha un rischio di morte post-ictus inferiore al 46%.

Che dire? Forse ne risentirà un po’ la linea ma l’importante è non eccedere e magari, al posto del cioccolato eliminare qualche altro dolce superfluo.

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Gli italiani affetti da malattie rare sono circa due milioni. Più che una rarità sembra un epidemia…

Il 75 per cento delle 8000 malattie si verifica durante l’infanzia e nel 40 per cento dei casi, la diagnosi che viene fatta è errata. Il 25 per cento dei malati può attendere dai 5 ai 30 anni prima di sapere di cosa soffre.

Orphanet è un database internazionale, ricco di informazioni sulle malattie e sui servizi che possono avere i pazienti. Ogni giorno si collegano più di ventimila persone da oltre 170 paesi. L’Italia, come sempre, è al fanalino di coda per quanto riguarda i finanziamenti alla ricerca.

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La storia del Bisfenolo A (BPA) comincia neglia anni ’30, quando si scopre che il compostocircoloolis_biberonorganico, sintetizzato dal chimico russo Alexandre Dianin alla fine del XIX secolo, ha   proprietà estrogeniche, legate all’ormone sessuale femminile. Nelle cure mediche viene ben presto soppiantato da un altro composto il dietilstilbetrolo (DES). Quest’ ultimo prescritto alle donne con precedenti di aborto spontaneo porterà negli anni ’70 alla nascita di molte bambine malformate.

Respinto quindi dalla medicina il Bpa è stato successivamente utilizzato nella fabbricazione dei policarbonati. La sua caratteristica è quella di rendere morbida la plastica e per questo motivo viene utilizzato per la fabbricazione di palloncini, giocattoli per bambini e biberon. Se ne producono non meno di tre milioni di tonnellate l’anno.

Il Bpa ha però una tendenza a migrare specialmente se lo si scalda, con il risultato che lo si ritrova nell’organismo del 94% degli Americani. Attraverso quali contorti sentieri un medicinale superato, che agisce sul sistema endocrino, in piena formazione nei lattanti, ha potuto arrivare nella plastica dei biberon?

A fine 2008 il Canada ha ritenuto che ci fossero sufficienti indizi per proibire la commercializzazione dei biberon che contenevano Bpa. In Francia alcuni asili nido hanno deciso di eliminarli. La società Svizzera Sigg ha dovuto riconoscere, dopo averlo negato per due anni, che le sue bottiglie in alluminio ne rivelavano tracce.  In California, al contrario, l’assemblea dello Stato ha rifiutato il progetto legge Sb 797 teso a proibire il Bpa nei biberon e nelle tazze per bambini.

In Corea la società agro-alimentare Samyang ha appena annunciato una joint-venture con l’industria chimica  giapponese Mitsubishi per la costruzione da una fabbrica in grado di produrre quindicimila tonnellate l’anno di Bisfenolo A.

Il Bpa non è che un prodotto tra tanti altri. Dopo che per un secolo l’industria chimica si è sviluppata senza controlli, non passa giorno senza che uno dei cinquantamila prodotti di uso corrente non si riveli tossico.

Tratto da Le Monde Diplomatique  n° 10 anno XVI ottobre 2009

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Non è una danza particolare ma uno studio che ha certificato una cosa ben nota: il movimento non solo fa bene e rende più tonici e atletici ma è in grado di disattivare i geni che predispongono all’obesità.

Questa scoperta è stata fatta dalla Miller school of Medicine del Miami Institute for Human Genetics. Ed ha interessato una comunità particolare, quella religiosa degli Amish.

Come è noto, gli Amish rifiutano tutti gli agi della nostra società industrializzata e si sottopongono ancora a sforzi inconsueti per le nostrecircoloolis_amish abitudini.

Gli studiosi hanno scoperto che gli Amish, pur avendo una variante genetica che li predisporrebbe all’obesità, non sono affatto in sovrappeso. Il merito quindi, sembra essere dovuto alla continua attività fisica alla quale si sottopongono durante tutta la giornata, che oltre a mantenerli attivi riesce anche a sconfiggere i propri geni.

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Secondo un recente studio del dipartimento dell’Agricoltura statunitense, le erbe più comuni hanno un effetto antiossidante. Ad esempio l’origano ha un effetto antiossidante anche 42 volte superiore a quello delle mele.circoloolis_aneto

Altre erbe miracolose sono l’aneto, il rosmarino e la menta.

Sono preferibili le erbe fresche, appena raccolte, ma anche quelle secche producono i loro benefici,  oltre a rendere più saporiti e deliziosi i nostri piatti. Ma quando raccoglierle?
Ecco alcuni suggerimenti:

Non raccogliere mai le erbe nelle giornate piovose, con la nebbia o comunque umide. Se ha piovuto aspettare uno o due giorni, poiché solo le piante asciutte si prestano alla conservazione. Il mattino presto è il momento migliore per la raccolta.
Le piante devono essere prive di polvere e sporcizia perché non si devono lavare prima di essiccarle.
Evitate di raccoglierle in prossimità di autostrade o vie trafficate, industrie e campi trattati con prodotti chimici.
Non vanno raccolte le piante assalite da insetti, macchiate o mangiate dalle lumache.
Le piante devono essere raccolte nel momento in cui le loro sostanze sono sviluppate al massimo, cioè nel cosiddetto tempo balsamico.

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Sarebbe questa la giusta quantità per tenere a bada l’Helicobacter pylori, il batterio responsabile dell’ulcera allo stomaco. Alcuni ricercatori dell’Università di Tokyo e della Johns Hopkins University di Baltimora, hanno testato una particolare dieta su 48 volontari (uomini e donne giapponesi), affetti da questo batterio. Quelli tra loro che hanno mangiato per due mesi 70 grammi di germogli freschi di broccoli, hanno mostrato una riduzione della presenza dell’Helicobacter. Sospendendo però l’assunzione di broccoli la presenza è tornata ai livelli iniziali, segno che il batterio non era stato eliminato ma solo indebolito.circolo_broccoli

Il sulfofarano, una molecola di cui i broccoli sono ricchi, sarebbe l’elemento capace di sconfiggere l’ulcera. Il sulforano perde la propria efficacia se viene cotto per più di 4 minuti ad una temperatura di 60 gradi centigradi.

Lo  studio è stato pubblicato dalla rivista Cancer Prevention Research.

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Secondo l’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, sono 11.034 i casi di contagio in 40 paesi e 85 i decessi.
Ministri e funzionari di tutto il mondo si sono riuniti a Ginevra per elaborare una strategia comune capace di  contrastare l’epidemia con farmaci e vaccini.
In Italia i casi confermati sono nove.

Ora, mi sembra che le vittime delle classiche influenze stagionali siano molte di più così come sono ci sono malattie, (le malattie “dimenticate” o tropical diseases) che necessiterebbero di fondi ma siccome non generano profitti sono appunto dimenticate.
Tra il 1990 e il 1994, in Italia l’influenza ha provocato 3304 morti e nel 91% si è trattato di persone al di sopra dei 65 anni di età, un dato che è sottostimato poiché spesso la complicanza dell’influenza non è riportata come causa di morte.
Sempre in Italia, si stima che l’epidemia della stagione 1999-2000 abbia interessato oltre 10 milioni di persone, molte di più di questa che sembra tenere con il fiato sospeso i ministri di tutto il mondo.

Tuttavia,  il rimedio migliore contro l’influenza  è molto semplice: evitare i luoghi chiusi, umidi e affollati e soprattutto non dimenticare la pulizia delle mani, lavarle spesso e tenere le unghie corte.

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Le famiglie con un alto tasso di femminilità sono più serene, comunicative e predisposte al dialogo. Questo è quello che afferma uno studio della Ulster University: avere delle sorelle e crescere in famiglia con molte donne è un grande vantaggio nella vita. I ricercatori hanno intervistato un campione di 571 giovani tra i 17 e i 25 anni sulla loro vita famigliare, riscontrando risposte più serene e bilanciate in coloro che hanno sorelle.

La ricerca, presentata alla British Psychological Society di Brighton, si è svolta sulla compilazione di alcuni questionari. Da questi è emerso che nei nuclei dove ci sono ragazze c’è maggior apertura e maggior disponibilità al dialogo. Soprattutto nei momenti di difficoltà e di stress, situazioni da cui prima o poi passa ogni famiglia, le sorelle giocano un ruolo fondamentale, allentando le tensioni e liberando emozioni positive e negative. Le donne infatti, hanno maggior confidenza con l’introspezione e corrono molto meno il rischio di chiudersi rispetto ai maschi davanti ai momenti difficili.
Forse, se Romolo e Remo avessere avuto qualche sorella…

Peter Paul Rubens - Romolo e Remo - Musei Capitolini

Peter Paul Rubens - Romolo e Remo - Musei Capitolini

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“E’ meglio essere ottimisti ed avere torto piuttosto che pessimisti ed avere ragione”. – Albert Einstein

Uno studio svolto negli Usa rivela un legame tra stato d’animo, tumori e malattie cardiache. Chi è ottimista si ammala il 30% in meno. Secondo gli studiosi l’ottimismo aiuterebbe a vivere a lungo e in salute. Lo studio, compiuto su 100.000 donne è stato presentato durante l’ultimo congresso  dell’American Psycosomatic Society, ed ha dimostrato uno stretto legame tra uno stato d’animo brillante e positivo e il rischio di insorgenza di malattie cardiache o forme tumorali.

La ricerca è iniziata nel 1994, e ha preso in esame un ampio numero di persone studiandone la personalità. Dopo otto anni, è continuata studiando le persone che nel frattempo erano decedute. I ricercatori si sono accorti che la percentuali dei decessi era del 23% più alta tra coloro che in vita non avevano dimostrato un atteggiamento particolarmente ottimista mentre, tra le persone positive, si era riscontrato un 30% in meno di decessi.

Tra le varie ipotesi avanzate per spiegare il rapporto di causa-effetto c’è quella secondo cui le persone ottimiste reagiscono fisicamente meglio alla stanchezza mentale, seguono con scrupolo i consigli dei medici, e di conseguenza godono di una salute migliore.
E’ poi dimostrato che troppe emozioni negative e prolungate nel tempo, come rabbia, aggressività, angoscia, tristezza e frustrazione, producono uno stato cronico di stress negativo.

 

Ottimismo vuol dire imprimere un notevole contributo alla fiducia in se stessi e quindi aumentare la nostra autostima.
L’ottimismo si puo’ “coltivare” allenando la nostra mente al pensiero positivo. Tutto questo ci permette di affrontare i problemi del vivere quotidiano da un punto di vista diverso. 

Ecco un interessante link e recensione di un libro per imparare a coltivare l’ottimismo.

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