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Con il corso

Primi passi nello Shiatsu

Maria Luisa Bortolazzi, operatrice e insegnate Shiatsu, illustrerà le tecniche di base di questa antica arte.

Gli incontri si terranno giovedì 03, 10, 17, 24 e 31 ottobre dalle 20,00 alle 22,30

E’ prevista una conferenza introduttiva lunedì 30 settembre alle 20,30 

in Via Monsignor Gentilin 40 a Verona

Programma “Primi passi nello Shiatsu”

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Scheda Informazioni EnzabellaTaping

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Corso di Linfo Taping

23 e 24 maggio 2015

tenciche di TNM applicte in mabito linfatico

docenti Monica Coggiola e/o David Blow

19,5 crediti ECM

sconto sul costo di iscrizione fino al 30 aprileventaglio mediale caviglia

Programma Tinfo Taping

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Linfodrenaggio Vodder

docente Monica Coggiola

autorizzata dalla Dr. Vodder Schule di Walchsee

a Verona

dal 13 al 17 gennaio e dal 26 al 30 marzo 2014

50 crediti ECM

programma 4 livelli

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E’ arrivatala prima prova specifica, se mai ce ne fosse bisogno: lo spuntino di mezzanotte non aiuta a mantenere il giusto peso.Ingrassare non è solo una questione di quante calorie vengono assunte e consumate. Il meccanismo è più complesso e coinvolge il ritmo circadiano, cioè quel ritmo interno che coinvolge i cicli quotidiani di sonno e veglia. Secondo la ricerca di Fred Turek e Deanna Arble, della Northwestern University, a parità di cibo consumato, chi mangia fuori orario aumenta di peso fino al 48% in più rispetto a chi segue i pasti regolari.
L’idea di questo studio è venuta osservando una categoria di lavoratori più a rischio di altre, cioè coloro che lavorano a turni e sono quindi costretti a mangiare in orari che spesso sono in contrasto con il ritmo naturale del corpo.

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Ormai la bella stagione è arrivata e chi possiede un orto, un giardino, un fazzoletto di terra, sa quanto tempo richiede lavorare la terra.
Ma tutto questo non viene per nuocere. Le attività moderate, come rinvasare, irrigare e quelle che richiedono un impegno maggiore, come vangare e zappare, aiutano a tenersi in forma e a bruciare calorie.
Zappando l’orto, una donna di media corporatura consuma anche 400-500 calorie in un’ora. Si tratta di una vera ginnastica, benefica e rilassante, che ci aiuta a combattere gli effetti della vita sedentaria.
A questo si aggiungono in vantaggi per il buonumore. L’organismo, ritemprato per l’attività motoria, aiuta sentirci appagati e sereni. Il tempo trascorso all’aria aperta, insieme al movimento fisico, combatte gli effetti dello stress e ci riporta ai ritmi lenti della natura.

Pierre Auguste Renoir: Conversazioni con il giardiniere - olio su tela, 1875 circa

Pierre Auguste Renoir: Conversazioni con il giardiniere – olio su tela, 1875 circa

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di Claudio Riccardi

Dal Regno del Bhutan, uno staterello che si estende tra le vette dell’Himalaya, incastonato tra la Cina e l’India, arriva un nuovo tipo di approccio allo sviluppo economico. A differenza della maggior parte delle nazioni, da queste parti il successo e la prosperità non si misurano guardando al prodotto interno lordo ma al cosiddetto Gross National Happiness (GDP), un indicatore di felicità che prende spunto dalla religione buddista, presenza ordinatrice e pressochè totale nella vita quotidiana di questo popolo. Questa felicità si veicola in primo luogo all’armonia con l’ambiente circostante.

Da qui il Bhutan ha sviluppato una grande ambizione: diventare la prima nazione del globo dove si faccia esclusivo uso di prodotti biologici. Via le sostanze chimiche, via i materiali artificiali e sintetici, via le pratiche intensive, e 10 anni di tempo per raggiungere l’obiettivo del “100% green”. Una missione tutt’altro che velleitaria, favorita da un’economia prettamente agricola, una popolazione ridotta ( si contano intorno alle 700 mila anime) e un territorio per buona parte incontaminato. Il verde rigoglioso dei boschi la fa da padrone, i terreni coltivati occupano solo il 3% della superficie, e per buona parte vengono fertilizzati con metodi naturali, ricorrendo a soluzioni come il compost o le foglie marce.

Una scelta dettata soprattutto da ragioni di necessità, i contadini del paese asiatico sono infatti molto poveri, e non possono permettersi l’acquisto di composti chimici. A penalizzare questa situazione ci si mette poi la difficoltà dei trasporti, l’assenza di grandi arterie, e la morfologia di un territorio che erige molti ostacoli al collegamento tra gli insediamenti umani. Una condizione di difficoltà che rende difficile ancor’oggi importare il riso, l’alimento più consumato dalla popolazione.

Sulla questione il governo si è espresso spiegando come le marcia verso il biologico nasca dalla convinzione che la prosperità del Bhutan dipende dalla capacità di lavorare in armonia con la natura.

Salute, ecologia, cura e solidarietà sono i pilastri che ispireranno il cambiamento, fondamentale sarà anche utilizzare in maniera intelligente le risorse idriche e gestire in maniera attenta le pratiche di certificazione. Un nodo non semplice da risolvere, anche perchè le colture che il paese esporta fanno uso deliberato di sostanze chimiche. Dunque ci sarà da lavorare anche sulla conversione delle farm più produttive.

Nonostante le difficoltà che si pongono sul percorso, l’iniziativa va assolutamente ammirata e potrebbe aver aperto una pista per altri tentativi, magari su scala più ampia.

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