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Fantascienza?
No, è già realtà. Siavash Mahdavi, ingegnere robotico dell’University college di Londra ha avuto l’idea di scannerizzare l’osso rotto, riprodurlo al computer e, con la tecnica della sinterizzazione, crearne una copia identica in titanio. La protesi è più leggera e resistente ed essendo porosa permette all’osso vero di saldarsi naturalmente.

Mahdavi ha 31 anni e tre anni fa fondò la Within Laboratories. A quel tempo lavorava alla tesi di dottorato sul primo «robot intelligente» in grado di riprendersi autonomamente da un danno ai tessuti e il suo lavoro con la stampa in terza dimensione iniziò proprio da lì.
Per il prossimo settembre la Within Lab attende l’ omologazione della Food and Drug Administration americana per la prima testa di femore «stampata» da trapiantare su un paziente. In collaborazione con le più grandi case di biomedica al mondo i test su animali e persone vanno già avanti da anni.
Le protesi ossee stampate in 3D hanno tre vantaggi:

  1. sono porose, dunque si integrano meglio ai tessuti;
  2. come le ossa naturali hanno flessibilità e durezze diverse nei vari punti;
  3. sono disegnate su misura.

Già oggi, con le stampanti 3D si possono replicare un paio di occhiali, uno spremilimoni, un radiatore di Formula 1, il pezzo d’ ala di un aereo, un guanto, un casco da moto, un gioiello e perfino un violino.

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Si dice che gli aviatori della Raf bevessero molto succo di mirtillo in tempo di guerra. Il mirtillo infatti  è in grado di migliorare la visione notturna. Infatti esso facilita la rigenerazione della rodopsina, cioè il pigmento retinico essenziale per la visione in condizioni di scarsa luminosità.

Tuttavia, uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Nutrition riscontra che ci sono nuovi alimenti amici degli occhi. Lo studio afferma infatti che le persone che mangiano regolarmente uova, broccoli e spinaci, riducono fino al 20 % il rischio di cataratte.

Quali sono quindi i cibi migliori per proteggere i nostri occhi?

La lista fornita dagli studiosi americani sembra uscita da un menù giapponese: aglio, cipolla, albumi d’uovo (che sono ricchi di zolfo), spinaci, broccoli (ricchi di carotene). E poi arance, pompelmi, fragole (ricchi di vitamina C), uva, tè verde, noccioline (ricche di vitamina E), ed infine salmone e tonno, alimenti ricchi di omega 3.

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Anche in Italia si stanno diffondendo sempre di più discipline come yoga, tai chi chuan o chi kung, esercizi capaci di dare equilibrio e serenità a chi li pratica.
Secondo uno studio della Harvard Medical School, il rilassamento e la meditazione ottenuti con tecniche come lo yoga agiscono a livello genico, rinforzando le difese dell’organismo.
Si ritiene che le arti marziali siano più sicure di altri sport oltre ad essere un metodo piacevole per promuovere il benessere e mantenere la forma fisica. Infatti, mentre il fitness occidentale crea un corpo forte ma rigido, le arti marziali cinesi propongono movimenti flessuosi che nascono dall’osservazione degli animali.
Uno studio realizzato sugli atleti della nazionale di karate dimostra che il loro allenamento coinvolge tutti i meccanismi della produzione di energia, sia quello aerobico, tipico degli sport di resistenza come ciclismo o maratona, sia quello anaerobico delle discipline come i 100 metri o il lancio del peso.
Secondo Arsenio Veicsteinas, responsabile scientifico, “chi dà il massimo impegnandosi in una gara amatoriale mette in atto, compatibilmente con le proprie capacità, lo stesso meccanismo metabolico dei campioni”.circoloolis_thaichi01
Quindi, anche coloro che praticano da anni attività soft come yoga o tai chi si assicurano un corpo da atleta: riduzione della massa grassa, buona densità ossea, miglioramento della funzionalità respiratoria e cardiovascolare.
Uno studio pubblicato qualche mese fa sull”American Journal of Public Health’ mostra che chi pratica tai chi chuan lo fa prima di tutto per mantenersi in forma, e solo in seconda battuta per ridurre lo stress o perché interessato alla cultura orientale.
Qualunque tecnica si scelga, “il primo risultato è quello di eliminare la dispnea da sforzo, il cosiddetto ‘fiatone'”, spiega Veicsteinas.
Infatti, nelle tecniche orientali il respiro, a cui la  cultura occidentale dedica poca attenzione, è fondamentale. La semplice respirazione addominale, praticata dilatando l’addome quando si inspira, massaggia i visceri migliorando la funzionalità intestinale e quella dei genitali e  favorisce l’ossigenazione e la circolazione del sangue.

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La britannica Catherine Douglas, docente di agraria all’Università di Newcastle, afferma che chiamare le mucche per nome serva a farle stare meglio e quindi a farle rendere di più. circoloolis_atomheart
Durante la sua ricerca ha intervistato 516 fattori ed ha scoperto che le mucche a cui viene assegnato un nome producono ogni anno 258 litri di latte in più di quelle anonime.
“Le mucche sono più felici e rilassate se ricevono un’attenzione in più individuale” spiega.

Gli allevatori lo sanno bene, dare più importanza ed affetto al singolo animale migliora il suo benessere e il modo di percepire gli esseri umani e tutto questo si tramuta in un aumento della produzione di latte a costo zero.

Si dice che nel nome che portiamo è nascosto il nostro carattere e il nostro destino. Il nome  ci influenza per l’energia delle lettere che lo compongono per tutto l’arco della nostra esistenza.  Se così fosse, prima di dare un nome ai nostri compagni animali, conviene pensarci due volte!

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” Nulla è bello. Tutto dipende da chi guarda, la bellezza è versatile.”  (Philippe Starck)

In genere lui guarda la cornice mentre lei studia i particolari. Gli uomini si concentrano sull’immagine complessiva mentre le donne osservano di più i dettagli inquadrandoli nel contesto.
E’ questo il modo, secondo uno studio dell’Università della California, con cui gli uomini e le donne osservano le opere d’arte.
I ricercatori hanno mostrato ad alcuni volontari immagini di paesaggi e dipinti, registrando l’attività cerebrale tramite magnetoencefalografia.
L’analisi ha rivelato che entrambi i sessi giudicano le opere d’arte usando i lobi parietali, le parti del cervello legate al senso dello spazio. Però nelle donne, queste aree si accendono in entrambi gli emisferi cerebrali, negli uomini solo in quello destro.
Secondo gli scienziati, questa differenza potrebbe risalire all’epoca delle caverne, quando l’uomo doveva avere una visione d’insieme del territorio su cui cacciava mentre la donna doveva ricordare forme e colori dei frutti da raccogliere.

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Tra poco, appena fra due generazioni, le aspettative di vita degli uomini saranno pari a quelle delle donne. Questa previsione è stata fatta dal “Centres for Disease Control and Prevention” di Atlanta, e anche se è basata sulla popolazione statunitense può essere proiettata sugli altri Paesi occidentali.

Anche le donne continuano in verità ad allungare le proprie aspettative di vita ma il divario tra i due sessi si è ridotto.
Un bombo nato nel 2006 ha un’aspettativa di vita di 3,6 anni in più di un ragazzo nato negli anni ’90. Per le donne invece, la differenza è di un anno e nove mesi.
Quindi, se non ci saranno cambiamenti radicali rappresentati da guerre o epidemie, tra venticinque anni circa la parità sarà assicurata, non un anno di più, non un anno di meno.

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Uno studio dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, ha riscontrato che i mirtilli, dotati di un’elevato potere antiossidante, riducono questa proprietà se assunti insieme al latte. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sulla rivista specializzata Free Radical Biology and Medicine.E’ ormai accertato che i composti antiossidanti contenuti nella frutta e nella verdura hanno effetti protettivi sulla salute e i medici consigliano di consumarne in abbondanza.  Tuttavia, qual è il modo migliore per garantirsene gli effetti benefici? E’ consigliabile assumerli insieme ad altri alimenti, come avviene nei pasti di ogni giorno, o da soli?circoloolis_cranberry
I tecnici del Laboratorio di ricerca sugli antiossidanti dell’Inran, usando come modello il mirtillo, hanno cercato di dare una risposta a questi interrogativi. Nello studio sono stati coinvolti undici volontari sani a cui è stato chiesto di consumare 200 g di mirtilli più 200 ml di acqua e, a distanza di una settimana, 200 g di mirtilli più 200 ml di latte intero. A tutti i partecipanti sono stati prelevati dei campioni di sangue, prima dell’ingestione e 1, 2 e 5 ore dopo.

I risultati hanno evidenziato che i mirtilli da soli potenziano in maniera significativa  le difese antiossidanti. Se invece vengono ingeriti con il latte, non si verifica alcun potenziamento di queste difese.
Questi dati risultano in linea con studi precedenti condotti dagli stessi ricercatori su altri alimenti ricchi di antiossidanti, per esempio il tè e il cioccolato. Gli esperti dell’Inran avevano già appurato che se questi alimenti vengono associati con il latte diminuisce la loro attività antiossidante rispetto all’ingestione in assenza di latte.
In definitiva, le proteine del latte limiterebbero l’assorbimento delle molecole antiossidanti.

Ma quali sono le proprietà del mirtillo?

Le foglie contengono tannini, principi attivi dotati di attivita’ astringente e antidiarroica e la neomirtillina che ha effetto ipoglicemizzante.
I frutti sono rinfrescanti, astringenti, tonici  diuretici. Contengono numerosi principi attivi, fra cui le vitamine A e C, l’acido citrico e quello malico, la mirtillina, fosforo, calcio, manganese, utile per la protezione dei capillari. Proprio per questa ragione nella couperose sono d’aiuto le creme a base di mirtillo.
L’industria farmaceutica moderna utilizza le bacche in preparati contro le forme diarroiche e come componenti di antibiotici.

Ecco cosa possiamo fare con il mirtillo nero

Maschera contro la couperose:

  • Bollire in un quarto di litro di acqua un cucchiaio di bacche per 10 minuti
  • Schiacciarle e mescolarle con 2 cucchiai di avena polverizzata.
  • Stendere la pasta ottenuta sul viso tenendola per  10 – 15 minuti.
  • Sciacquare con acqua tiepida.

Contro l’infiammazione alla bocca:

  • Versare un cucchiaio di foglie in una tazza di acqua bollente.
  • Coprire e filtrare dopo 15 minuti.
  • Usare l’infuso per fare degli sciacqui e gargarismi durante la giornata. 

Ecco cosa possiamo fare con il mirtillo rosso

Un aperitivo:
far macerare per 10 giorni in un litro di buon vino rosso 30g di bacche di mirtillo. Agitare la bottiglia una volta al giorno. Filtrare e bere prima dei pasti.

Un aceto per la cucina e per uso cosmetico:
in un litro di aceto rosso forte versare 40g di bacche e lasciare macerare per 30 giorni e poi filtratelo. Usare per condire le verdure ma anche come tonico rinfrescante per il viso.

Per combattere le forme reumatiche:
bere tutte le mattine a digiuno una tazza di infuso di foglie di mirtillo, preparato con un cucchiaio di foglie messe a macerare in una tazza da te’ di acqua calda e filtrato dopo 10′.

Ed infine la  Linzer Torte

  • 150 g di burro
  • 250 g di farina
  • 150 g di zucchero al velo
  • 100 g di mandorle arrostite e tritate
  • 1 uovo
  • 10 g di cacao in polvere
  • 10 g di lievito in polvere
  • vaniglia
  • cannella
  • chiodi di garofano in polvere
  • la buccia grattugiata di 1 limone
  • 1 presa di sale
  • 300 g di marmellata di mirtilli rossi 

Mescolate  insieme burro e zucchero. Unite ed impastate la farina setacciata, il lievito, l’uovo, le mandorle e le spezie.
Raffreddate l’impasto e dividetelo in quattro parti. Stendete tre quarti dell’impasto fino ad uno spessore di circa un centimetro e mezzo. Con la pasta che rimane  fate delle strisce e stendetele sopra la marmellata formando il bordo e il reticolo interno, come nella classica crostata.
Spalmate con l’uovo e guarnite con qualche mandorla a fettine intorno al bordo.
Cucinate al forno per circa 40-45 minuti a 190°C.

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