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Posts Tagged ‘studi scientifici’

La Metodologia , la Tecnica e i Risultati

Milano, Venerdi 8/6/2012

Il trattamento delle varie fasi della riabilitazione Acuta, Post-acuta e Funzionale è l’obiettivo reale della tecnica Taping NeuroMuscolare. Dalla sua origine nell’anno 2003 ad oggi il Taping NeuroMuscolare si è differenziato dalle altre tecniche definite simili per il suo alto livello di risultati conseguiti nei diversi ambiti della riabilitazione tanto da poterlo definire una innovativa metodica riabilitativa. Il convegno è una finestra sulla realtà attuale di questo nuovo approccio terapeutico.

Il programma sarà svolto nell’unica giornata dell’8/6/2012 con un totale di oltre 35 presentazioni, tutte riguardanti l’ambito della ricerca, gli studi clinici, i casi clinici, le esperienze e le testimonianze dei trattamenti fisioterapici integrati con il Taping NeuroMuscolare. Gli interventi riguarderanno un ampio gruppo di argomenti nei diversi settori riabilitativi:

  • dalla riabilitazione neurologia a quella ortopedica e pediatrica, dal trattamento del linfedema, alla traumatologia sportiva,
  • dagli interventi ospedalieri ai progetti internazionali.

Scarica il programma
Convegno Milano 2012

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Una ricerca dell’ospedale san Camillo di Roma, evidenzia che il 25 % degli italiani, soprattutto le donne tra i 10 e i 30 anni, soffre di meteoropatia.
Il 5-6 % di questo gruppo presenta anche disturbi gravi, come variazione di peso e umore al cambiare del tempo.

Le cause sono da individuare nella produzione di ormoni (corticotropina e melatonina) “negativi”, che avviene con il freddo e l’oscurarsi del cielo, causando stati di ansietà e riducendo la produzione di endorfine.

Oltre a rivolgersi ai centri specializzati in meteoropatia, è possibile trovare qualche rimedio con alcuni accorgimenti:

  • Seguire una dieta ricca di vitamine (in particolare di vitamina C)
  • Ridurre ansia e stress cercando di dedicarsi ad attivita’ piacevoli e passeggiate rilassanti
  • Per non essere travolti dai repentini cambi di temperature meglio vestirsi a “cipolla”e fare docce caldo- fredde
  • Programmare le proprie attivita’ in base alle previsioni del tempo
  • Preferire tisane di camomilla e tarassaco alle bibite gassate

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L’ora di musica sarebbe tra le più importanti per lo sviluppo cognitivo dei bambini. E’ quanto sostiene la ricercatrice Nina Kraus della Northwestern University di Evanston, nell’Illinois.

La musica, infatti, sarebbe in grado di modellare i circuiti sensori subcorticali in modo tale da migliorare le attività quotidiane come la lettura o l’ascolto degli altri, aumentando la percezione del linguaggio anche in ambienti rumorosi.
Per questo, l’insegnamento della musica è utile soprattutto ai bambini dislessici o autistici, nella ricerca di nuovi percorsi di apprendimento.

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Sembra che sia stato svelato il mistero dell’agopuntura. Sulla rivista Nature Neuroscience è stato pubblicato uno studio il quale sostiene che l’effetto analgesico dell’agopuntura non sarebbe un placebo ma un’effettiva produzione di antidolorifici naturali. Secondo i ricercatori, guidati da Maiken Nedergaard, nei tessuti trattati con agopuntura di alcune cavie, si è riscontrata una concentrazione 24 volte maggiore di adenosina, una molecola che ha un effetto analgesico.

Gli agopuntori in Italia sono circa 12.000, un numero rilevante, preceduto solo da Cina e Giappone.

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Si dice che gli aviatori della Raf bevessero molto succo di mirtillo in tempo di guerra. Il mirtillo infatti  è in grado di migliorare la visione notturna. Infatti esso facilita la rigenerazione della rodopsina, cioè il pigmento retinico essenziale per la visione in condizioni di scarsa luminosità.

Tuttavia, uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Nutrition riscontra che ci sono nuovi alimenti amici degli occhi. Lo studio afferma infatti che le persone che mangiano regolarmente uova, broccoli e spinaci, riducono fino al 20 % il rischio di cataratte.

Quali sono quindi i cibi migliori per proteggere i nostri occhi?

La lista fornita dagli studiosi americani sembra uscita da un menù giapponese: aglio, cipolla, albumi d’uovo (che sono ricchi di zolfo), spinaci, broccoli (ricchi di carotene). E poi arance, pompelmi, fragole (ricchi di vitamina C), uva, tè verde, noccioline (ricche di vitamina E), ed infine salmone e tonno, alimenti ricchi di omega 3.

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Anche in Italia si stanno diffondendo sempre di più discipline come yoga, tai chi chuan o chi kung, esercizi capaci di dare equilibrio e serenità a chi li pratica.
Secondo uno studio della Harvard Medical School, il rilassamento e la meditazione ottenuti con tecniche come lo yoga agiscono a livello genico, rinforzando le difese dell’organismo.
Si ritiene che le arti marziali siano più sicure di altri sport oltre ad essere un metodo piacevole per promuovere il benessere e mantenere la forma fisica. Infatti, mentre il fitness occidentale crea un corpo forte ma rigido, le arti marziali cinesi propongono movimenti flessuosi che nascono dall’osservazione degli animali.
Uno studio realizzato sugli atleti della nazionale di karate dimostra che il loro allenamento coinvolge tutti i meccanismi della produzione di energia, sia quello aerobico, tipico degli sport di resistenza come ciclismo o maratona, sia quello anaerobico delle discipline come i 100 metri o il lancio del peso.
Secondo Arsenio Veicsteinas, responsabile scientifico, “chi dà il massimo impegnandosi in una gara amatoriale mette in atto, compatibilmente con le proprie capacità, lo stesso meccanismo metabolico dei campioni”.circoloolis_thaichi01
Quindi, anche coloro che praticano da anni attività soft come yoga o tai chi si assicurano un corpo da atleta: riduzione della massa grassa, buona densità ossea, miglioramento della funzionalità respiratoria e cardiovascolare.
Uno studio pubblicato qualche mese fa sull”American Journal of Public Health’ mostra che chi pratica tai chi chuan lo fa prima di tutto per mantenersi in forma, e solo in seconda battuta per ridurre lo stress o perché interessato alla cultura orientale.
Qualunque tecnica si scelga, “il primo risultato è quello di eliminare la dispnea da sforzo, il cosiddetto ‘fiatone'”, spiega Veicsteinas.
Infatti, nelle tecniche orientali il respiro, a cui la  cultura occidentale dedica poca attenzione, è fondamentale. La semplice respirazione addominale, praticata dilatando l’addome quando si inspira, massaggia i visceri migliorando la funzionalità intestinale e quella dei genitali e  favorisce l’ossigenazione e la circolazione del sangue.

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Quando si parla di sonno, il mondo si divide in due: i gufi-nottambuli, che di solito vanno a letto tardi, e le allodole-mattiniere che si alzano alle otto. Ed infine ci sono anche i casi estremi di chi si corica all’alba e di chi, a quell’ora, si alza. Philippe Peigneux e Christina Schmidt dell’Università di Liegi hanno proprio scelto i due estremi per la loro ricerca: 16 mattinieri e 15 nottambuli. L’idea era quella di valutare le performance mentali di questi due diversi «cronotipi», nel corso della giornata.  Ad ognuno veniva concessa, per una settimana, la possibilità di dormire come d’abitudine ma per una durata standard di otto ore per notte: rimanevano così svegli all’incirca 16 ore durante il giorno. Successivamente, per due giorni consecutivi, i partecipanti venivano sottoposti, nel corso della giornata, a una serie di test utili a valutare il grado di attenzione e la capacità di concentrazione. In pratica era loro richiesto di osservare dei numeri su uno schermo e schiacciare un pulsante quando cambiavano. Venivano anche sottoposti a una risonanza magnetica, per monitorare l’attività cerebrale, un’ora e mezza dopo la sveglia e dopo 10 ore e mezza trascorse da svegli.

Come si sa, i mattinieri cominciano in gran forma la giornata ma progressivamente persono energia cominciano a sentire la pressione del sonno e scivolano a poco a poco verso uno stato di torpore. Gli altri, invece, migliorano le loro performance mentali, a mano a mano che passano le ore, e le mantengono anche in serata.

Il segreto di questa situazione, come spiegano i ricercatori su Science, sta in una parte del cervello, chiamata nucleo sovrachiasmatico, che regola appunto i ritmi circadiani: nel tipo mattiniero, la pressione del sonno, che si accumula a mano a mano che passano le ore, non è contrastata dall’azione di questo nucleo, che invece risulta molto attivo nei nottambuli. Ecco perché appaiono ancora freschi e riposati anche dopo undici ore di veglia e di lavoro.

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