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OLIS1 (5)

TAPING NEUROMUSCOLARE

in collaborazione con il NeuroMuscolar Taping Institute

LINFO TAPING 06, 07 maggio 2017

19,5 crediti ECM

LINFO TAPING 2  12 e 13 giugno 2017

 “riabilitazione post chirurgica della paziente mastectomizzata”  

19,5 crediti ECM

TAPING NEUROMUSCOLARE ottobre novembre 2017

40 crediti ECM

LINFODRENAGGIO VODDER

docenti ft. Monica Coggiola e Dr. Christian Schuchhardt autorizzati dalla Dr. Vodder Schule di Walchsee

CORSO BASE e TERAPIA 1 dal 23 al 27 ottobre e dal 04 all’08 dicembre 2017

50 crediti ECM

CORSO TERAPIA 2 e 3 dal 13 al 17 marzo e dal 01 al 05 maggio 2017

50 crediti ECM

REVISIONE 1 08 e 09 maggio 2017

riservato a chi ha ultimato il corso base e terapia 1

REVISIONE 2 11 e 12 marzo 2017

riservato a chi ha ultimato il corso terapia 2 e 3

19 crediti ECM

 

SEMINARIO SUL SISTEMA VENOSO E LINFATICO

“Edema e linfedema, dalla diagnosi alla terapia”

relatore Dr. Christian Schucchradt

13, 14 marzo 2017

14,5 crediti ECM

 

SCALE DI VALUTAZIONE

“L’utilizzo delle scale di valutazione nel processo riabilitativo

del paziente adulto con danno neurologico”

docente Eliana Peirone

26 e 27 maggio 2017

crediti ECM

 

AQUA LYMPHATIC THERAPY©

“Linfodrenaggio in acqua ” per terapisti che hanno già una formazione in LDM e TDC

docente Dorit Thidar

dal 18 al 22 novembre 2017

50 crediti ECM

 

IL PAZIENTE INCOMPRESSO

calze e tutori elastocompressivi: tipologie, corretto utilizzo e misurazioni

docete Salvatore cappello

novembre 2017

9,6 crediti ECM

RIFLESSOLOGIA PLANTARE ON ZON SU©

docenti dell’On Zon Su School con supervisione del M° Ming Wong C. Y.

14 e 15 ottobre inizio anno 2017/2018

PRIMI PASSI NELLO SHIATSU

docente Maria Luisa Bortolazzi

5 incontri serali data da destinarsi

Per maggiori informazioni:

segreteria@circoloolis.it

tel. 0458923016

cell. 3497423153 (altro…)

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di Daniela Muraca

Qualche goccia di sangue umano potrà salvare la vita a migliaia di cavie da laboratorio: i ricercatori europei hanno messo a punto un sistema per testare i farmaci sui globuli bianchi prelevati all’uomo anziché sui conigli vivi. La buona notizia arriva dal commissario europeo per la ricerca Philippe Bosquin, che ha presentato recentemente i risultati di un progetto coordinato dallo European Centre for Validation of Alternative Methods (ECVAM).

Fra i diversi controlli che ogni farmaco deve superare prima di essere commercializzato, ci sono i test pirogeni, con cui si verifica che il medicinale non sia inquinato da elementi che possono provocare la febbre. Per i cosiddetti farmaci parenterali (quelli cioè che non si assumono per bocca), l’unico sistema finora ritenuto affidabile era quello di iniettare le sostanze nei conigli e spiarne le reazioni. I nuovi test sperimentati dai ricercatori europei, invece, dimostrano che gli stessi controlli si possono effettuare in provetta, utilizzando cellule del sangue umano. Il metodo è abbastanza semplice. La sostanza da controllare viene messa a contatto con un tipo di globulo bianco, detto monocita: se nel farmaco sono presenti agenti pirogeni, questi globuli danno immediatamente l’allarme, rilasciando particolari molecole facilmente riconoscibili dagli scienziati.
I risultati ottenuti con il nuovo sistema sono addirittura più attendibili di quelli raggiunti dalla sperimentazione sui conigli. Non solo: i test richiedono la metà del tempo e arrivano a costare addirittura dieci volte di meno. Un successo che mette d’accordo per la prima volta animalisti, scienziati e compagnie farmaceutiche.

Con l’applicazione della nuova tecnica, che risparmierà la vita di oltre duecentomila conigli ogni anno, l’Unione Europea torna finalmente a interessarsi della spinosa questione della sperimentazione animale. La legislazione europea in materia è infatti piuttosto arretrata: l’ultima direttiva risale al 1986. Inoltre, fra tutti i Paesi dell’Unione soltanto uno garantisce ai propri ricercatori il diritto di rifiutarsi di eseguire test sugli animali: è proprio l’Italia, che nel 1993 è stata la prima nazione al mondo a trasformare questo diritto in legge.

Fonte: http://www.sapere.it

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Uno studio recente ha evidenziato che le donne sono più brave degli uomini a riconoscere un volto noto, anche se questo è cambiato nel tempo.
Circa 2000 uomini e donne hanno completato un test online che richiedeva loro di osservare una fotografia di uno sconosciuto  e di individuarla poi fra una serie di foto ritoccate e modificate. A prescindere dall’età, le donne hanno indovinato più degli uomini.

Ma come funziona la memoria visiva?

"La mémoire", Renè Magritte, 1948, 60x50 cm, olio su tela, collezione dello Stato belga

Ricordare una cosa riportando alla mente la sua immagine, è un’azione molto diffusa ma difficile da studiare. Infatti, quando riportiamo alla mente un’immagine ci sono parecchie zone della corteccia cerebrale che vengono coinvolte: prefrontale, parietale, temporale e occipitale.

Per capire come sono coinvolti i neuroni di queste aree corticali e quali siano le loro funzioni, a un gruppo di volontari sono state mostrate due figure. In seguito, mentre venivano sottoposti a risonanza magnetica si è chiesto a loro di ridisegnare una di queste figure a scelta. Cosa si è visto? Nella corteccia visiva occipitale un gruppo di neuroni si attivava per le figure a sviluppo verticale e un altro gruppo per quelle orizzontali o angolari. In base alle zone corticali attive durante la risonanza è stato quindi possibile predire quale immagine il paziente stava pensando di disegnare con una percentuale di successo maggiore del 80%.

Volete fare un test sulla memoria visiva? Se masticate un po’ di inglese andate qui.

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